About Me

Tutto ebbe inizio in una gelida sera d’inverno nella foresta siberiana, quando la neve inizia a congelare i sensi e il vento non fa altro che squarciarti l’animo e svuotarlo di tutto quel che di buono ne rimane, sempre che sia veramente buono. Più precisamente mi trovavo nella regione Tunguska, nella parte a nord del lago Bajkal, in sella alla mia Giulia, in cerca di un posto dove poter fare riposare le mie membra appesantite e stanche dopo una giornata persa alla ricerca di me stesso, senza successo: qualcuno sa dirmi come si fa a riconoscere il proprio IO? Che caratteristiche deve avere? Tutti ne parlano quindi tutti sanno come riconoscerlo, ma io vado in giro per il mondo e non lo scovo mai.

Dopo essere entrato nella locanda e aver ordinato la mia pinta di Russkij Standart intravidi una ragazza affascinate, alta e bionda (BBB per capirci) che si dirige verso di me. Ebbe inizio così il nostro incontro: si parlava di Schopenhauer, di Bresson e della sua magnifica “Behind the gare St. Lazare, 1932″ e del perché non fossi mai stato invitato alla riunione del Bilderberg (su questo argomento entrambi non capivamo il perché…). Tutto questo accadde prima che la vodka prendesse il sopravvento su di me.

Questo è quello che ricordo io di quella serata ma amici fidati, o almeno penso, mi hanno dato una versione diversa, ma non per questo veritiera, di quello che era successo la notte prima.

Tutto era iniziato una calda serata estiva in un chiosco in riva al mare, sorseggiando birra con amici. Si parlava di foto, musica e di chi avesse conosciuto prima questo o quel gruppo: “Te l’ho fatto conoscere io”, “No, io lo conoscevo prima di te, sono cresciuto ascoltandolo”, “Ma cosa dici, io avevo il loro primo LP”. Nel frattempo la birra scorreva a fiumi, così come le nostre fandonie fino a degenerare con frasi tipo: “Io sono amico di Tom York, quando viene in Italia mi chiama sempre, è un tipo pesante però….”, “Quando vado in Inghilterra non perdo occasione per andare a trovare Mick Jagger, una volta giocando a poker gli ho vinto 100.000$ e ancora adesso vuole rifarsi”, “Quando ero piccolo ho insegnato ai fratelli Gallagher a giocare a pallone, io ero simpatizzante del Manchester United e loro per dimostrarsi superiori decisero per il City”.

L’unica cosa che però ricordo di quella serata è una scommessa fatta (io pensavo fosse stata fatta con una bionda ma i miei amici sostengono di no): alessioleonardo.com/awaia, un blog che parla di musica, foto, varie ed eventuali senza mai prenderla troppo sul serio. In fin dei conti non sono un esperto in questi campi ma mi appassionano.

Non vi capiterà di vedere tra i miei post l’ultimo pezzo di “David Guetta” o canzoni di “Eros Ramazzotti” (scusa Angie) quindi per chi li cerca qui ha semplicemente sbagliato indirizzo. Per tutti gli altri, se avete voglia di suggerirmi qualche pezzo che vi piace, segnalatemelo. Alla fine il blog è nato per un semplice motivo: condividere un pò di musica e non dover dire e sentire dire “ho bisogno di nuova musica” anche perché, come dice una mia amica, “la vita è troppo breve per ascoltare brutta musica.”

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